Il tempo che non c'è.

Ho visto due bambini giocare seduti in un prato di verde speranza. Quando tutto scorreva ancora lento, come un pasto che senza fretta si assapora, vi era ancora il gusto del presente, di gioire del momento, dei sorrisi assai intensi per un cuore che ancora non si era spento. 






Di colpo si alzò il vento ed il profumo si fece intenso, non vi era nulla da temere e tutto aveva un senso. La vita, la semplicità, i giochi da bambini, non sapevano che crescendo sarebbero diventati burattini. Schiavi senza tempo, un cuore colmo di malinconia, alle porte li attendeva quel sentimento di apatia.

Li ho visti sognare, rincorrere passioni, diventare adulti abbracciando mille illusioni, poi le azioni, gli eventi, le distanze più frequenti, investiti dalla frenesia che gli umani rende spenti. Ho colto il blackout oscurare le loro emozioni, il lavoro aveva divorato totalmente il tempo e le passioni, tutto fermo e nero, nemmeno il tempo di cercarsi, in piena maratona dove rischioso era fermarsi.

Ho notato la loro povertà, no, non parlo di denaro, il problema era il tempo che si faceva sempre più avaro. Era amaro, amaro come le lacrime di nostalgia, come la consapevolezza che il bello è ormai svanito, non c'è più, è andato via.

Il silenzio divenne improvvisamente la giusta cura, erano assetati di pace, così nei giorni un po' più spenti trovavano rifugio là dove tutto tace. Era tempo di guarigione, indispensabile per chi sogna di diventare migliore, andavano avanti ricordando di quei giorni il tepore. Di colpo poi un tremore, una scossa lungo la schiena, era la sorella minore ,che di tristezza, improvvisamente ne era piena.

Il fratello maggiore non lo dava a vedere, così si ubriacava di musica quasi tutte le sere. Le chitarre si fecero tante, mentre di lei non si contavano più i colori, con il tempo avevano trovato un modo per soffocare quei dolori. 

È il tempo che non c'è, un'invenzione tutta umana, ci siamo tuffati dentro questo schifo di tana. Ossa rotte, senza fiato, è tutto così sbagliato, una condizione che ci separa da tutto ciò che abbiamo amato.

Ho visto quei bambini crescere e riempirsi di bellezza, pur vivendo in questo mondo non hanno perso la purezza. Non hanno mai dimenticato cos'è realmente una famiglia, per loro non esiste eredità capace di scatenare una guerriglia.

Alla fine mi presento, sono io la sorella minore, ho scelto di condividere la storia di un fraterno amore. A volte penso che la mia vita sia un fracasso, poi gli eventi mi danno torto ad ogni mio singolo passo.

Nel tempo che non c'è ho preso calci da mia zia, mentre picchiava mia madre  il suo cuore ha gettato via. Guardavo mia nonna spegnersi lentamente, mentre tu, zia, i soldi avevi per la mente. Ogni giorno un agonia, si stringeva forte il cuore, mentre tu dicevi sempre: ma questa mai muore?

E mentre scrivo queste righe cresce la mia consapevolezza, nell'anima di quei due bambini non ci sarà mai tanta amarezza.

Ho abbracciato la semplicità e aperto gli occhi nel dolore, solamente adesso realizzo che la mia vita ha un bel colore.





Dipingo e scrivo perché il mio mondo voglio mostrare, questa grande passione proprio non posso sprecare. Ci sono esplosa dentro, è tutto racchiuso nei boschi miei silenti, per non vedere mai distrutti questi forti sentimenti. 

È tutto così calmo mentre la tempesta si allontana, è come aver trovato acqua pura in una bellissima fontana.






Commenti

Post popolari in questo blog

Senza ostacoli.

Per l'ultima volta.

Ofelia.