Me ne sto in superficie nella mia eterna pace, galleggio in queste acque mentre tutto sboccia e tace. Le acque adesso calme riflettono le memorie, profonde come chi dentro di sé ha vissuto mille storie. Ho attraversato il dolore diventato poi rabbia, da sola poi curata e diventata sabbia, minuscoli granelli sono volati via col vento, non capivo il mio valore...Dio, quanto me ne pento. Ma prova anche solo a sfiorarmi ora che sono diventata assente, ti sarà impossibile entrare in questo cuore che non sente. Batte, si ed ama la bellezza, ma disprezza immensamente le anime mondezza. E per quest'ultime son morta, non sento e non rispondo, ho imparato molto da questo orrendo mondo. Non puoi più sfiorarmi, sono inarrestabile, poiché attraversato il deserto ho imparato anche ad amarmi. Questa è la mia lapide dove ho sepolto il mio dolore, ne sono uscita intatta usando il colore, l'arte mi ha salvata, dipingendo son rinata, ad ogni pennellata mi son sentita amata. Ti sembrerò un cadave...