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Attraverso.

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Con due semplici scatti vi racconto questo: Con gli occhi di chi cerca bellezza e la trova là, dove qualcuno ti disprezza, ho visto in te la perfezione e nel tuo ovale quel bagliore.  Una vecchia finestra sporca si è fatta arte pura, quasi come fosse un dipinto realizzato con cura.

Senza ostacoli.

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Sto vagando in questo scenario nato dalla mia fantasia che mai si spegne, ogni tanto questa fiamma si affievolisce ma trova sempre una gioia e così si riaccende.  Brucia forte e riscalda come il sole, urla d'arte nella mia anima e mi dà vita il suo rumore, sa di eco assai lontano, mi scuote forte tenendomi per mano, ogni notte mi sussurra: lotta come un ghepardo in questa giungla. Gli rispondo: sono stanca, sono come un treno che ormai arranca. Ribatte: Vai avanti, anche se gli ostacoli son tanti, non lo vedi questo lago com'è pieno di binari? Per chi vive d'arte non esistono sipari!  Cara arte io ti ascolto ma la mia testa è un casino, mi fa perdere in un labirinto che conosco solo io.  Questo lago di binari lo attraverso, non temere, faccio i conti con gli ostacoli quasi tutte le sere, quando il buio arriva e la mente si riposa, mi ricordo cosa voglio e sboccia nuovamente la mia rosa. Profuma di speranza, di sogni ormai lontani, ma è un mondo senza fine perché vive nell...

Per l'ultima volta.

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Butto giù queste righe mentre pochi minuti ci separano dal nostro ultimo saluto e per l'ultima volta siedo sul tuo divano dove un tempo insieme ridevamo. Ora giaci rinchiusa in questo legno e di te non rimane più nessuna traccia, io di fronte a te mentre osservo la tua casa, ancora ed ancora, mentre aspetto di uscire insieme a te per poi raggiungerti infine in chiesa. Riguardo il tuo letto dove un tempo ti abbracciavo e con i tuoi bellissimi ventagli prima di dormire ti rinfrescavo. Sento l'eco delle nostre risate e l'aria fresca di quelle sere d'estate. Da te ho ricevuto in dono un ventaglio, volevi che io lo dipingessi poiché era tutto bianco. Pensando e ripensando non mi veniva altra cosa in mente, l'unica cosa da dipingere era il tuo amore per mio nonno che tutt'ora si sente.  Ti lascio questo ventaglio nonna, è il mio ultimo dono e con queste righe per te ora vivo questo fisico abbandono. Dico fisico, sottolineo, tu mi scorri nelle vene, così puoi vivere in...

Ofelia.

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Me ne sto in superficie nella mia eterna pace, galleggio in queste acque mentre tutto sboccia e tace. Le acque adesso calme riflettono le memorie, profonde come chi dentro di sé ha vissuto mille storie.  Ho attraversato il dolore diventato poi rabbia, da sola poi curata e diventata sabbia, minuscoli granelli sono volati via col vento, non capivo il mio valore...Dio, quanto me ne pento. Ma prova anche solo a sfiorarmi ora che sono diventata assente, ti sarà impossibile entrare in questo cuore che non sente. Batte, si ed ama la bellezza, ma disprezza immensamente le anime mondezza. E per quest'ultime son morta, non sento e non rispondo, ho imparato molto da questo orrendo mondo. Non puoi più sfiorarmi, sono inarrestabile, poiché attraversato il deserto ho imparato anche ad amarmi. Questa è la mia lapide dove ho sepolto il mio dolore, ne sono uscita intatta usando il colore, l'arte mi ha salvata, dipingendo son rinata, ad ogni pennellata mi son sentita amata. Ti sembrerò un cadave...

Lacrime di Lucifero.

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      L'angelo caduto, penna su carta.  Al principio fu luce e bellezza suprema, ma fu cacciato via e ora la sua carne trema. Brucia il fuoco nei suoi occhi ed i suoi capelli si tingono di fiamme danzanti, le lacrime incontrano il suo viso diventando perfetti amanti. Rabbia e dolore colorano le sue pupille, per un cuore che adesso è trafitto solamente dalle spille.

Il trionfo della vita.

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E nonostante tutto è arrivata la primavera. Mi son svegliata una mattina colma di speranza e gioia di vivere, mentre il peso mi porto addosso di un mondo che desidero ardentemente ma che non c'è, faccio a botte con me stessa per custodire questo sentire dentro di me. Arriva a fatica l'attimo di sollievo, quel meraviglioso benessere che veloce svanisce ma che il cuore enormemente alleggerisce, i primi fiori ed i raggi che scaldano, così ad un tratto tutto sembra bello ed aver un senso. Strilla forte la bimba che in me si culla, canta a più non posso la sua spensieratezza, mi sveglia e mi ricorda esattamente chi ora sono, mi accarezza sussurrandomi: Questa vita è un dono. Mando via lo sconforto che puntualmente arriva, prendo in mano i miei colori per sentirmi ancora viva, gessetti colorati, come luci nell'oscurità, per poter spazzare via le mille avversità. C'è un muro da abbattere, si erge dinanzi a me, non mi resta che incidere ogni tratto che parla di me. Un fiore, un...

Dopo la pioggia.

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