L'incendio dell'anima.
Brucia questa terra e con essa brucio anch'io.
Va in fumo l'ossigeno che da vita e respiro, mentre le fiamme diventano giganti i sogni si fanno sempre più piccoli, così mi spengo io prima ancora dell'incendio.
Ho visto questa terra diventare bella come non mai, poi è arrivata la follia a ricoprirla di guai.
Ci tolgono l'acqua e la luce, per una settimana siamo stati isolati dal resto del mondo, senza la possibilità di utilizzare internet e telefoni, nel frattempo tutto tace tranne l'eco delle fiamme, mentre l'aria si fa rovente la mia pelle brucia di agonia, mi guardo attorno e vedo che non resta nulla di una terra che un tempo sentivo mia.
Mi nutro del silenzio di ogni singolo abitante, accettano ogni cosa mentre rendono questa terra ancora più ignorante.
Gli anziani in fila con i bidoni che cercano di portare un po' d'acqua a casa, si reggono su l'unico appoggio che ora conoscono, un vissuto bastone, è per me il simbolo del fallimento, di una terra che ormai va avanti a stento, fallita mi sento io perché vorrei cambiare le cose, ma è quasi come se fossi la sola ad avere un fuoco dentro.
Luce, acqua, poi la rete telefonica sono passati in secondo piano e mentre vivo questo disagio vedo tremare la mia mano. Dipinge e scrive, ha voglia di lottare, è la maledizione di ogni artista che non smette mai di amare.
Più semplice sarebbe smettere e decidere di annegare, ma le mie acque portano i colori di chi ha scelto di remare, non si arrende la mia arte, è il dono della salvezza, per chi sogna di vivere un giorno una dolce spensieratezza.
Soffia il vento attraverso gli alberi e ricomincio a sperare, mentre il cambiamento mi appare così distante faccio fatica a sollevare questo pennello perché non trovo più la bellezza della natura, come fa un artista a sopravvivere in una realtà così cruda?
Rivoglio i miei verdi e la giustizia che porta con sé la dignità, vedere le persone indignate per uno scempio spacciato da normalità.
Adesso l'aria brucia e sa di apocalisse ma il mio cuore non è fatto per sopportare il buio di un triste eclisse, perché qui è terra di sole, di storia e mani che hanno faticato, perché non evitiamo di lasciare tutto al fato?
È l'incendio dell'anima appiccato da chi ci vuole passivi, ma non siamo ancora zombie finché la speranza ci tiene vivi.


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